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sabato 11 febbraio 2017

La giusta rotta.


Bussola, Michele Preziosa, Mimmo Cormio
Pubblicato su Oltre magazine
Oggi facciamo un giro virtuale sui pontili della darsena di Bisceglie, a noi nota perchè ospita il museo galleggiante, del quale vi ho precedentemente parlato. Ambiente popolato anche nei freddi mesi invernali e non solo d'Estate, così come molti immaginano. La barca, infatti, è molto più di un semplice strumento usato per andar per mare, magari per fare un bagno lontano dalla costa. E' anche una dimensione, un momento. In questo giro virtuale incontriamo Michele Preziosa, velista. A giudicare dall'abbigliamento, non indossa il kit “lei non sa chi sono io” e non corrisponde al modello istituzionale di velista. E' umile e non racconta ai microfoni di “radio banchina”, le proprie eroiche imprese in mare. Non oso definirlo uomo “di vecchio stampo” proprio perchè lui non è un uomo di serie, prodotto da uno stampo. E' un pezzo unico, con la propria precisa identità e originalità che, non senza fatica, difende dagli attacchi dei portatori del pensiero unico. Il suo è uno stile di vita “iologico”. Lo colgo impegnato nel restauro di una bussola. Non una bussola in ottone dal grande valore storico ed economico, ma una semplice bussola in plastica, dal modesto valore economico, alla portata della sua tasca. E' troppo il lavoro necessario per la sua riparazione e in questi casi, le regole del gioco consumistico ne imporrebbero l'immediata sostituzione con una nuova, ma a Michele questo gioco non piace e ci dimostra che di giochi se ne possono fare tanti. Il restauro della bussola per lui non è una fatica, ma uno dei modi per vivere la propria barca anche quando le avverse condizioni meteo marine costringono a restare in porto. Un modo, anche, per condividere, coi vicini di barca, le proprie esperienze e competenze. Un momento di crescita tecnica ma anche interiore. 

Ora Michele è beatamente seduto nel pozzetto di Sospiro* la sua barca, molto datata e lunga appena 6 metri, mentre gusta, con lo sguardo fiero, una tisana calda. Siam tutti convinti che la felicità sia direttamente proporzionale al possesso del meglio di ogni cosa e di fronte a questa scena, chiunque potrebbe chiedersi quale sia il segreto della sua felicità e serenità. La risposta a questa domanda vien data dalla bussola, finalmente tornata a bordo, lucida, come nuova. Pare stia li ad indicarci la giusta direzione da seguire, suggerendo, a qualcuno, un cambio di rotta.

In questo mondo devi essere matto, altrimenti impazzisci (Leopold Fechtner)

    * Sospiro è anche il nome del famoso dolce Biscegliese...
    ...quando si dice "dolce andar per mare"!

Mimmo Cormio

venerdì 10 febbraio 2017

Antonisa S/Y

Uomini di mare diversi da un mare di uomini.


Sono quelli che vogliono e riescono a difendere la propria individualità e unicità sfuggendo alle regole di quel gioco che ci vuole tutti uguali.
Uno di loro è Pasquale Natuzzi, noto imprenditore pugliese che esporta in tutto il mondol'unicitò del nostro territorio epressa nei suoi prodotti.
Natuzzi è un uomo di mare, che naviga con la sua Antonisa, un pezzzo unico e non una barca di serie prodotta dall'industria della nautica sulla quale “senti” la sofferenza del lavoro alienato.
Antonisa è un pezzo unico, costruita artigianalmente dalle mani sapienti di maestri d'ascia che hanno dato vita a un pezzo unico!
Disegnata e progettata per essere a misura d'equipaggio, riservando ad esso spazi abitabili e di lavoro ampi e funzionali, Antonisa è la prima barca al mondo, in legno, omologata a prova di uragano.
Gli spazi interni sono realizzati con materiali, colori, forme e luce in perfetta armonia tra loro, l'ambiente circostante e con chi li vive e li abita quegli spazi.
Natuzzi e Mimmo Cormio su Antonisa
Pasquale Natuzzi          -          Mimmo Cormio
Fotografia di Domenico Tangaro

Antonisa è un nome speciale perchè nasce per appagare, unire e portare pace.
Pasquale Natuzzi ha dato il nome di sua moglie alla sua barca, l'unione dei nomi delle nonne, Antonia e Isabella, pensato dalla saggezza di una madre che non ha voluto far torto ad altre madri.
E' inedito che ci occupiamo di una barca che non è possibile classificare come barca d'epoca, ma si tratta di un esempio di “new classic”. Le sue linee ricalcano quelle delle barche storiche.
Lunga circa 38 metri, con un armo iper tecnologico ed un equipaggio composto da Chris ed altre tre persone “navigate” Antonisa è una barca da giro del mondo!
Ma Natuzzi ha scoperto che in Puglia c'è tutto quello che si può desiderare ed è lambendo le nostre coste e attraccando nei nostri porti, con la sua barca battente bandiera italiana, che ha deciso di trascorrere le prossime vacanze estive con la propria famiglia.
A lui e alle sue Antonisa, non possiamo che augurare Buon vento!

mercoledì 8 febbraio 2017

Museo galleggiante.

Quando le barche erano in legno, gli uomini erano d'acciaio.

iologico
Mimmo Cormio
In questa mia rubrica vi introdurrò nel mondo delle barche storiche. Mondo popolato da uomini d'acciaio destinati a durare nel tempo e non in plastica usa e getta, uomini estranei alla logica consumistica che caratterizza i nostri tempi. Barche non viste come beni di lusso ed opulenza né oggetti da collezionismo d'elite, ma beni culturali e testimoni della nostra identità marinara e non solo.

La barca che vi presento oggi si chiama “Bride of Denmark”, lunga 11,03 metri, prodotta nel 1964 dal cantiere navale Castiglione. Nata come barca a motore, successivamente armata a vela. Più volte restaurata dal cantiere Cappelluti di Molfetta (Ba); dal maestro d'ascia Silvio Capurso di Molfetta e, recentemente, dal maestro d'ascia Mauro Binetti di Margherita di Savoia (Bt).
Le sue caratteristiche progettuali la rendono adatta alla crociera, ma non abbiamo documenti che ci parlano delle sue navigazioni. Sappiamo per certo che, provenendo da un cantiere artigianale, è un pezzo unico, espressione dell'unicità dell'armatore che la possiede e la vive, del maestro d'ascia e dei carpentieri che l'anno amorevolmente costruita. Ormeggiata a Trani per tanti anni, attualmente è ospitata nel “museo galleggiante” di Bisceglie (Bt), dove fa bella mostra di sé e racconta, ai visitatori, tutti i suoi 52 anni, permettendoci di navigare nel tempo.
Quella del museo galleggiante è una mia idea, e consiste in una darsena (gestita dalla Bisceglie Approdi Spa) che accoglie e raccoglie barche storiche praticando condizioni particolarmente vantaggiose per invogliarne l'affluenza.
Museo galleggiante Bisceglie Bt
A trarne giovamento sono gli armatori, ma anche i visitatori e tutta la città, felice per aver contribuito nel tenere “a galla” questa importante verità storica. Felice anche io per aver avuto l'occasione di esprimere la mia unicità. Da oggi, infatti, non sono “uno Skipper” ma “lo skipper” ideatore del museo galleggiante.

Mimmo Cormio